Pasta Madre - Edizione 2010

Dalla coltivazione biologica e biodinamica al consumo di varietà antiche di cereali: la cura della filiera del pane per un prodotto buono, pulito e giusto.

Aggiornato il 25/1/2010

BIO PANE. Progetto di filiera corta per l'agricoltura biologica e biodinamica dell'Emilia Romagna

Al via il progetto di filiera corta “Bio-Pane: per l’agricoltura biologica e biodinamica dell’Emilia-Romagna”

Bio-Pane: è stato sottoposto alla regione Emilia Romagna nell’ambito degli interventi regionale a supporto dello studio e della ricerca nel settore agricolo (bando regionale 2009 per la Selezione di Progetti di “Ricerca e Sperimentazione di interesse generale in applicazione della Legge Regionale 28/1998-Promozione dei servizi di sviluppo al sistema Agroalimentare”).

Il progetto vede la partecipazione delle seguenti unità:

Ragione sociale Ruolo
Università di Bologna - Dip. di Scienze e Tecnologie Agroambientale Capoprogetto
Azienda Agricola Cenacchi Andrea, Argelato (RE) Partner
La Collina Società Cooperativa Agricola, Reggio Emilia Partner
Fondazione Le Madri, Rolo (RE) Partner
Cooperativa Agricola Biodiversi, Casalecchio di Reno (Bo) Partner
Azienda Agricola Fabio Ferri, Anzola Emilia, (Bo) Partner Partner
Serafini Gabriele Forno Baracca, Nonantola (Mo) Partner Partner

Il progetto di durata triennale è stato valutato in modo meritevole e il finanziamento concesso è risultato equivalente a quanto richiesto.

Obiettivi del progetto

Il primo obiettivo generale di BioPane è lo sviluppo di un programma sperimentale che favorisca la cerealicoltura biologica e biodinamica regionale tramite il recupero e la valorizzazione di accessioni di frumento tenero di antica costituzione: tali genotipi rappresentano il materiale di partenza che verrà utilizzato per l’ottenimento di varietà migliorate per caratteristiche salutistiche e nutrizionali. Con un meccanismo virtuoso legato alla partecipazione al progetto di enti di ricerca pubblica (Università di Bologna) e imprenditori agricoli biologici/biodinamici, tale programma sperimentale potrà favorire l’affermazione di un metodo di miglioramento partecipativo (PPB-Participatory Plant Breeding) che consentirà:

a) al mondo scientifico, tramite l’integrazione di diversi sistemi di analisi, di utilizzare la valutazione completa delle caratteristiche nutrizionali/funzionali delle cariossidi quale elemento chiave per il lavoro di miglioramento;

b) al settore produttivo delle aziende agricole di unire le proprie conoscenze per sviluppare varietà di frumento tenero adatte alle diverse zone agro-ecologiche regionali, contribuendo altresì all’incremento e alla conservazione della variabilità genetica, tramite la valorizzazione di genotipi di antica costituzione.

L'aumento delle conoscenze dei parametri agro-ambientali che caratterizzano le aziende coinvolte nella presente sperimentazione e della loro influenza sulla adattabilità delle nuove varietà migliorate di frumento tenero potrà consentire di sviluppare adeguati “pacchetti tecnologici” in grado di massimizzare ed esaltare le caratteristiche produttive e nutrizionali della granella ottenuta in regime biologico e biodinamico.

Il secondo obiettivo generale di bioPane è quello di sviluppare, per il frumento tenero, una filiera corta per la produzione di pane, caratterizzato da ottimali standard nutrizionali e salutistici. La creazione dei presupposti di base per lo sviluppo di una filiera corta per la produzione di pane con caratteristiche salutistiche permetterà di:

1. migliorare la redditività degli agricoltori biologici e biodinamici;

2. favorire un modello di agricoltura a basso impatto ambientale dalla fase produttiva (agricoltura ecologica) alla fase di commercializzazione del prodotto finito (filiera a chilometraggio ridotto);

3. assicurare ai consumatori emiliano-romagnoli un pane di qualità a un prezzo competitivo e accessibile;

4. favorire le interazioni e le sinergie tra gli attori della filiera corta instaurando rapporti diretti tra il produttore agricolo, il trasformatore (panificatore) e il consumatore.

L'aumento delle conoscenze relative alle caratteristiche nutrizionali e funzionali delle varietà migliorate e dei prodotti derivati (pane) permetterà, tramite l’integrazione di diversi sistemi di analisi, di dare un sostegno scientifico in un’ottica di certificazione salutistica. Vista l'importanza di definire con approccio rigoroso il valore salutistico delle cariossidi delle varietà migliorate di frumento tenero e del relativo prodotto derivato, il progetto porterà particolare attenzione di ricerca su diversi aspetti nutrizionali, funzionali e di sicurezza alimentare.

Complessivamente gli obiettivi specifici del presente progetto sono:

· Sviluppare un sistema di selezione partecipativa che permetta di valutare e selezionare varietà adatte ad ambienti di coltivazione agro-ecologici (agricoltura biologica e biodinamica) caratterizzate oltre che per le loro proprietà tecnologiche anche in funzione di quelle funzionali, di digeribilità e del potere allergenico;

· Identificare, per diversi ambienti produttivi, adeguati “pacchetti tecnologici” comprendenti sistemi di coltivazione e varietà per massimizzare le caratteristiche produttive e nutrizionali del frumento. La definizione di un sistema di produzione di frumento in agricoltura ecologica sarà possibile grazie al reclutamento di diverse aziende per le diverse tipologie di produzione. In queste aziende verranno rilevati indicatori agro-ambientali definiti attraverso l’analisi delle relazioni fra i sistemi e sottosistemi ambientali che compongono l'agro-ecosistema aziendale;

· Valorizzare genotipi del genere Triticum aestivum, di antica costituzione (collezione disponibile presso Il DiSTA-UNIBO) per gli aspetti nutrizionali e di digeribilità: tale materiale, non sottoposto in passato a ripetuti programmi di miglioramento genetico, rappresenta una sorgente di un’ampia variabilità genetica e un’importante fonte di variabilità per programmi di incroci volti a migliorare la produzione e il contenuto in composti funzionali in frumento;

· Ottenere nuove varietà di frumento tenero, costituite da più genotipi di antica costituzione (varietà multilienee con spiccate caratteristiche di adattabilità e stabilità produttiva), destinate ai diversi ambienti e sistemi di coltivazione nel rispetto della biodiversità del frumento,

· Definire le proprietà salutisitiche e nutrizionali insite nella granella delle varietà migliorate di frumento tenero e nei relativi prodotti derivati (pane);

· Creare i presupposti operativi di base per lo sviluppo di una filiera corta per la produzione di pane con caratteristiche salutistiche.

Crediamo che questo progetto possa produrre non solo tante “cose buone da mangiare”, ma che possa rappresentare un momento molto importante per l’agricoltura biodinamica, e in generale per l’agricoltura regionale e nazionale a basso impatto ambientale, spesso trascurata ed esclusa dai comuni strumenti pubblici di sostegno alle attività di ricerca. La Regione Emilia-Romagna ha avuto il coraggio di credere nella nostra progettualità: nei prossimi tre anni noi tutti i partecipanti a BioPane metteremo le nostre forze ed il nostro entusiasmo per la buona riuscita del progetto e per dare il nostro piccolo contributo all’affermazione di modelli produttivi agricoli rispettosi dell’ambiente e delle esigenze dei consumatori.

[Scarica questa presentazione in .pdf (KB 46)]

Per informazioni e prenotazioni: eventi@scuolasteineriana.org